Chi ero e chi sono oggi
Mi chiamo Matteo, oggi ho 36 anni, sono cresciuto in una famiglia Cattolica, ma non assiduamente praticante. Ho ricevuto tutti i Sacramenti, ma la Parola non mi è mai arrivata, nonostante per alcuni anni abbia anche frequentato una scuola Cattolica. Devo ritenermi fortunato, perchè in un qualche modo, lo Spirito mi ha sempre guidato e preservato.
Nessuno dei miei amici era credente, nessuno tanto meno praticante. Ho frequentato catechismo, ma era un'epoca in cui c'era il cosiddetto "catechismo sperimentale". Ovvero venivamo lasciati liberi di giocare tutto il tempo, tranne qualche breve pausa di lettura dei Vangeli, in cui nemmeno capivo di cosa stessero parlando.
Cristo nella mia vita era una presenza estremamente sporadica. Come dicevo però, ho avuto la fortuna di aver sempre conversato con qualcuno dentro di me, non mi sono mai soffermato più di tanto a chiedermi chi fosse.
Era una presenza che mi faceva compagnia e che, tante volte, mi ha salvato. Il primo vero contatto con la Bibbia e i Vangeli, è stato grazie ad una mia passione, che nutro fin da piccolo: l'automobilismo.
Era il pomeriggio del 1 maggio 1994, quando Ayrton Senna, pilota che ammiravo, morì a Imola. Avevo 13 anni e per la prima volta, il concetto di morte, arrivò a me.
Scoprii che Senna era profondamente credente e che leggeva la Bibbia ogni giorno. Così chiesi a mia mamma, di comprarmene una.
Ricordo che provavo a leggerla ogni giorno, ma non la capivo, non capivo come una cosa accaduta così tanto tempo prima, potesse influenzare la mia vita.
Sono andato avanti così per anni e fra i 23 e i 30 anni, mi sono allontanato profondamente da tutto quello che riguardava la Chiesa, ma non da quella "fiammella" che da sempre avevo dentro. Una mano mi ha guidato nel corso degli anni, nonostante alcuni ambienti difficili che ho conosciuto, non sono mai caduto nelle tentazioni che il mondo di oggi, mi poneva davanti con facilità; in primis la droga.
Non so se questa sia stata una grazia, una mano divina, ma so che non è venuto da me, non dalla mia volontà.
Arrivato ai 29 anni, ho conosciuto una ragazza, Angelica, che oggi è mia moglie. Ero in un periodo di totale ribellione, in cui ero io, il Dio al centro della mia vita. Lei veniva da una famiglia numerosa, con 8 fratelli, un mondo totalmente diverso dal mio, in cui io figlio unico, non dovevo rendere conto a nessuno.
Lavoravo fuori città e capitava che passassero settimane senza che tornassi a casa, abitavo ancora coi miei genitori. Non avevo orari e i giorni della settimana non mi interessavano, uno valeva l'altro.
Poi, a causa della crisi, persi anche il lavoro e questa mia propensione all'anarchia, si fece più pesante. Gran parte delle volte non mi alzavo dal letto prima di mezzogiorno e non avevo alcun programma della mia giornata e direzione per la mia vita.
Intanto frequentavo Angelica, che mi aveva raccontato della sua famiglia. Erano molto religiosi, Cristiani praticanti ed erano in "comunità".
Per i tipo di persone che avevo fin lì conosciuto, il concetto di "comunità", non aveva accezione positiva, anzi; significava essere tossicodipendente, essere ricoverato in un centro di recupero.
Conoscevo bene quei posti, perchè ci avevo accompagnato una mia ex ragazza, anni prima. Il calvario delle droghe aveva già posto fine al nostro rapporto, ma per senso di amicizia e carità, la accompagnai e restai con lei per una settimana in ospedale, durante la disintossicazione e poi la accompagnai alla comunità vera e propria.
Fu un'esperienza che mi colpì molto, pensai che l'inferno esistesse anche su questa terra e che se il diavolo fosse esistito veramente, sicuramente era lui l'inventore delle droghe.
Quando Angelica mi parlò per la prima volta della Comunità (con la C maiuscola), non ero pronto per capire e tutto mi sembrò molto strano. Ero pieno di pregiudizi e mi sembrava una cosa totalmente lontana dalla mia realtà. Si trattava del cammino Neocatecumenale.
Da bravo "Google dipendente", iniziai a fare ricerche al riguardo e come sempre, in internet trovai di tutto e di più. Ovviamente, in base al mio pregiudizio, filtrai astutamente e selezionai solo quanto di più negativo potessi trovare al riguardo.
Da lì iniziò una tempesta di domande per la povera Angelica, che ovviamente cercava di difendere quello che era il suo credo.
Poi ci fu un repentino cambiamento nella nostra storia, un giorno lei venne da me e disse che la sua famiglia si era "alzata", per essere inviata in missione. Io immaginai scene alla Rambo, missioni esplorative nella giungla e cose simili, non avevo idea di cosa stesse parlando.
Si trattava di Evangelizzare, nel loro caso in Francia e lei aveva dato il suo benestare per partire con loro.
Non la presi bene e per lungo tempo gliene feci una colpa. Prima di partire, come "prova d'amore", mi chiese di presenziare ad alcune catechesi che sarebbero incominciate ad ottobre, all'epoca dei fatti era l'agosto dello stesso anno, il 2010.
Così mi ritrovai con la fidanzata a più di 500 km di distanza, dopo nemmeno 1 anno che stavamo insieme.
Tutto cambiò una mattina, che ricorderò sempre: la mattina del 10 settembre 2010.
La sera precedente, prima di addormentarmi, guardai al computer un documentario: Zeitgeist.
Parlava di come le religioni fossero tutte un'invenzione e si soffermava in particolare sulla figura di Cristo. Diceva che era copiata da altre divinità, tutte nate il 25 dicembre e varie altre teorie totalmente infondate, che studiai in seguito e ne scoprii la totale superficialità e infondatezza.
Ma all'epoca, ce l'avevo con tutto e con tutti e me la mandai giù, come il fesso che ero.
Il mattino seguente, mi svegliai di colpo, con un senso di angoscia e di vuoto che mai avevo sperimentato in vita mia. Sentii il mio cuore sbriciolarsi e scendere in piccoli pezzi verso i piedi; io non avevo un senso, la mia intera vita, non aveva un senso.
Ricordo che mi alzai tremante e andai a farmi una tisana calmante, cercai di rimettere in ordine le idee, ma la mia mente era vuota, bloccata.
Da lì partì una frenetica ricerca di un riempitivo, un lavoro nuovo, la meditazione, lo sport.
Fino a ottobre, quando decisi di andare alle catechesi, di cui mi aveva parlato Angelica.
Ricordo che arrivai davanti al portone in legno della canonica, in cui si sarebbe tenuto l'incontro. In anticipo di una decina di minuti. Fui assalito dai dubbi. Ero praticamente deciso ad andarmene, le gambe stavano per iniziare a correre, via da lì.
In quel momento però, il portone si aprì, un uomo di affacciò e mi mise in mano un cartellone, chiedendomi di aiutarlo ad affiggerlo alla porta. Il cartellona diceva "Dio ti ama, vieni e ascolta".
In quel momento, per la prima volta dopo tanti anni, avevo sentito che Lui stava nuovamente parlando a me, mi aveva preso per i capelli e richiamato a sè.
Ora, nel 2017, sono esattamente 7 anni di cammino in comunità per me, sono sposato e con un figlio che sta per arrivare. Questo blog non vuole essere propaganda, ma esclusivamente testimonianza, delle Grazie che il Signore mi ha donato e di come sta operando nella mia vita.
Là fuori ci sarà sicuramente un altro, che come me, cercherà informazioni sul Cammino, l'unica cosa che posso dirgli è che a me ha cambiato e sta cambiando la vita, in meglio.
Sicuramente tutta questa esperienza non mi ha reso perfetto, mi ha spogliato di un'armatura che mi ero costruito, pieno di convinzioni e sicurezze che ritenevo positive, ma che alla luce nuova che mi ha illuminato, non facevano altro che appesantirmi.
Quindi, se posso essere mezzo per il Signore, per far arrivare la Parola e cambiare altre vite, ne sarò ben felice. Buona lettura.

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